Non c'è incertezza economica che tenga: il mercato del Cloud in Italia continua a crescere facendo segnare un +18% rispetto al 2021 e un valore di 4,5 miliardi di euro. Parliamo, in particolare, della componente Public & Hybrid Cloud, ovvero l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra Cloud pubblici e privati.

E non è finita qui: secondo le ultime rilevazioni degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, il settore del Cloud si sta muovendo con passo deciso verso la sostenibilità ambientale, con un numero crescente di aziende impegnate ad adottare strategie di "Green IT".

 

Le declinazioni del Cloud Computing

Tra i diversi servizi, quelli definiti 'Platform as a Service (PaaS)' sono quelli con i numeri più importanti: ossia un aumento del 33% e un valore di 531 milioni di euro. Gli Infrastructure as a Service (IaaS) seguono con un incremento del 27%, e un valore di 1,15 miliardi di euro, mentre i Software as a Service (SaaS) fanno segnare +14%, e una spesa di 1,27 miliardi di euro.

Nelle grandi imprese, l'adozione del Cloud è ormai consolidata e rappresenta il 44% del parco applicativo. In particolar modo, tale strumento assume una funzione fondamentale per portare avanti progetti di durata pluriennale e abilitare una trasformazione digitale più profonda. Anche le piccole e medie imprese (PMI) stanno però progressivamente abbracciando il Cloud, con il 52% che ha adottato almeno un servizio Cloud, facendo segnare un aumento del 7% rispetto al 2021. Nel complesso, si stima che la spesa Cloud delle PMI dovrebbe crescere del 24%, raggiungendo un valore di 351 milioni di euro nel 2022.

 

Il nuovo approccio green ai servizi IT

Non è però solamente la componente economica a registrare un'impennata: infatti, le aziende sembrano sempre più inclini ad inserire obiettivi di sostenibilità ambientale nel proprio percorso di trasformazione.

Secondo l'Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano, oggi il 14% delle organizzazioni end-user italiane possiede una strategia di "Green IT", ma un ulteriore 21% sta intraprendendo azioni in questa direzione.

Si tratta di un cambiamento di mentalità cruciale, soprattutto alla luce dell'acuirsi della crisi energetica che implica una ridefinizione a 360 gradi dei processi operativi che compongono la supply chain. Un approccio ancora più vitale se consideriamo che l'IT rappresenta ormai l'infrastruttura strategica che dà linfa ai più svariati settori.

 

Il futuro dell'ecosistema Cloud

Di sicuro affrontare le sfide di sostenibilità economica e ambientale richiederà uno sforzo collettivo da parte dell'ecosistema Cloud. Allo stesso tempo, le organizzazioni dovranno ripensare i propri modelli di governance e investire nella formazione di competenze sia nell'ambito dell'ICT che delle Line of Business.

Similmente, i fornitori di servizi Cloud sono chiamati a proporre tecnologie più efficienti e modelli di relazione e pricing più trasparenti e collaborativi. Allo stato attuale, solo il 58% delle grandi imprese attribuisce i costi del Cloud in modo centralizzato nell'IT, un modello poco adatto alla flessibilità e alla logica self-service del servizio.

Inoltre, l'adozione di piattaforme di cost management è ancora limitata a conferma che ci sono dei margini di miglioramento rilevanti in tema di efficienza e ottimizzazione delle risorse.